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Autrice di 6 libri tra cui "Aura.Autobiografia di una Sacerdotessa", "Fiamme Gemelle"e vari e-book

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Shiofuki - ovvero quando le donne godono

"La figa della donna è il Sacro portale della vita fisica su questo pianeta. E' il luogo da cui tutta la vita ha avuto origine. Le nostre vagine sono chiamate con così tanti nomi diversi: "laggiù", "pipi", "passera", "cozze pelose", "chicche", "figa" ecc. Scommetto che sarete d'accordo che nessuno di questi soprannomi davvero esprimono la magia, il potere e sacralità che è dentro la parte più femminile del corpo della Donna.

I taoisti in amore, nella poesia usano termini come "loto d'oro", "Porta del Paradiso", "perla preziosa", "tesoro" ecc, termini  usati per descrivere la vagina di una donna.
Nel Tantra, si chiama "Yoni", che è la traduzione dal sanscrito per "tempio sacro".
Questi nomi sono molto più adatti, perché prima di tutto, Yoni è IL PORTALE della vita. E 'un luogo da cui tutta la vita ha avuto origine. Si tratta di una porta cosmica attraverso la quale tutti siamo venuti qui. È la parte più femminile del nostro corpo. La parte più SACRA, più ricettiva,  e la più sensibile." - 
Gabriela Balaj



"Shiofuki - Squirtare - Un orgasmo diverso
Nessuna donna rifiuta il sesso orale, nemmeno la più pudica e bloccata. Quindi questo libro indica come passare dal sesso orale allo squirting senza fare gli errori nella stimolazione di cui è piena la rete. Il punto G non va trattato come il clitoride, perché è la base ma non è il clitoride, altrimenti si creano delle irritazioni ed il gioco finisce.

Perché si tratta di una strategia?

Perché squirtando si rimette in motto un meccanismo che riattiva un universo che in una donna bloccata era completamente addormentato. Si attiva il sistema linfatico, si eliminano i bruciori e la cistiti che tante donne soffrono. Si attivano tantissimi muscoli all’interno della vagina. Nelle prime prove noterete che la vagina dentro è vuota, ma dopo qualche mese i muscoli si attivano e la vagina si riempie moltiplicando la sensibilità e la capacità di godere della donna. La sensazione di pace e soddisfazione che si crea nella donna crea la necessità di rifarlo minimo 4 volte la settimana. Dopo qualche mese i muscoli interni della vagina coinvolgono anche gli addominali che appiattiscono e fanno rientrare il ventre.

Un orgasmo diverso?

Sì. Non si tratta dello stesso orgasmo che si ottiene con il sesso orale o vaginale nella donna perché questo orgasmo scatena contrazioni in tutti i muscoli interni e anche se incredibilmente appagante, crea in lei la necessità di un rapporto con penetrazione per riequilibrare la sensazione di vuoto che lo squirting ha lasciato. Una donna bloccata ha milioni di argomentazioni diverse per ogni tipo di proposta, ma rimane completamente scardinata davanti ad una pratica che arriva durante il normalissimo sesso orale, e che le regala un orgasmo intensissimo senza concedere assolutamente nulla che non vuole. La cosa positiva è che dopo che l’ha provato non è più disposta a farne a meno e nello sperimentare di continuo questo non riesce poi a mantenere bloccata la sua intimità, che riesce a travolgere lei e le sue paure.

L’eiaculazione femminile è stata studiata sin dai tempi degli antichi greci, ho letto che pure Aristotele lo analizzava nei suoi discorsi."  - leggi tutto qui

Da wikipedia...

Il termine eiaculazione femminile si riferisce alla espulsione di un fluido durante la stimolazione, l'eccitazione sessuale, durante l'orgasmo, simile all'eiaculazione maschile.

Nel 1673 Regnier de Graaf identificò la "prostata femminile" costituita da un insieme di piccole ghiandole con i loro canalini situate attorno all'uretra, denominate in seguito nel 1860 da Alexander Skene come ghiandole di Skene, con funzione di espellere del liquido, aumentare la lubrificazione e la libido. Esse sono simili alla prostata maschile prepuberale e possono anche ammalarsi esattamente come la prostata maschile. Il loro eventuale ma non necessario sviluppo avviene sotto lo stimolo androgenico (ormone maschile che è presente in piccola quantità anche nella donna). L'espulsione di questo liquido, a volte molto abbondante, secondo Ernst Gräfenberg (1950), avverrebbe all'acme dell'orgasmo e non fuoriuscendo dalla vulva bensì dall'uretra femminile (non si tratta solo di urina e a volte è difficile differenziare l'espulsione di questo liquido dalla normale lubrificazione vaginale). Questa area corrisponderebbe, vista dall'interno della vagina, all'area denominata punto G. Nel 1989 alcuni autori riportarono che la stimolazione del "punto G" e della parte profonda della vagina (indipendentemente dalla stimolazione della clitoride) porterebbe a un orgasmo di qualità differente rispetto a quello ottenuto dalla stimolazione clitoridea. Recentemente Colin Wendell Smith (2008) invece auspica che sia accettato dalla comunità scientifica la terminologia di "prostata femminile", intendendo un organo capace di rilasciare del fluido durante l'orgasmo e di contribuire ad aumentare il piacere femminile. Al giorno d'oggi si riconosce che l'eiaculazione femminile è parte di una risposta al rapporto sessuale ed è prodotta dalle ghiandole di Skene (prostata femminile). Tale eiaculazione è alla portata di alcune donne dopo adeguata pratica ma non di tutte, data l'estrema variabilità anatomica tra individui. In molte donne non si evidenzia, per le grandi differenze della microanatomia femminile (alcuni autori ritengono che solo il 10% possa ottenere l'eiaculazione). Presumibilmente stimolando il "punto G", cioè la radice della clitoride (situata a circa 2,5 cm all'interno della parete anteriore della vagina) si favorisce la secrezione da parte delle ghiandole di Skene di liquido all'interno dell'uretra che può essere espulso durante l'eiaculazione. Comunque sia, l'orgasmo femminile è anche il risultato di un complesso concatenarsi di fattori psicologici e fisici.

La natura dell'eiaculazione femminile 


Nel 1559 l'anatomista italiano Realdo Colombo riferì dell'eiaculazione femminile mentre spiegava le funzioni della clitoride, e nel XVII secolo l'anatomista olandese Regnier de Graaf scrisse, in un libro sull'anatomia femminile, di fluidi che correvano fuori e che zampillavano durante l'eccitamento sessuale.

Fino agli anni ottanta l'eiaculazione femminile era largamente ignorata dalla comunità medica. In quegli anni il tema ritornò in auge con il bestseller The G Spot: And Other Discoveries About Human Sexuality (Il punto G e altre scoperte sulla sessualità umana) scritto da Alice Khan Ladas, Beverly Whipple e John Perry.

 Il libro non solo riconosce l'esistenza del punto G, ma porta all'interno della comunità medica l'innovativo concetto per cui l'eiaculazione femminile costituirebbe una delle principali fonti della salute sessuale delle donne, come naturalmente accade anche per l'uomo.

Sebbene in molti, nella comunità medica e scientifica, abbiano ora riconosciuto l'esistenza del fenomeno, permane un largo vuoto quando si cerca di spiegare su basi scientifiche il processo di eiaculazione o la fonte del fluido stesso.

Sono stati condotti vari studi su questo argomento, da medici quali Beverly Whipple, John Perry, Gary Schuback, Milan Zaviacic e Cabello Santamaria, ma i risultati sono stati limitati.

Ricerche

Sono stati compiuti diversi studi sui fluidi espulsi durante l'eiaculazione femminile per determinarne la composizione chimica. Attraverso le analisi è stato rilevato che il fluido lattiginoso espulso durante l'orgasmo contiene:
glucosio (uno zucchero naturale) e fruttosio (un altro zucchero naturale, rinvenuto anche nel fluido seminale prostatico);
antigene prostatico specifico (PSA), un enzima prodotto dalla prostata e presente nello sperma che il PSA mantiene fluido dopo l'eiaculazione. È stato ipotizzato che nella donna l'antigene venga generato dalle ghiandole periuretrali di Skene;
un livello basso di creatinina e molto alto di urea, i due principali marcatori chimici dell'urina, rinvenuti ad alte concentrazioni nelle analisi dell'urina, precedenti e successive, all'eiaculazione.[6]

Analisi chimica (eiaculato/urina):
urea (18 grammi nell'eiaculato / 25,6 grammi nell'urina)
acqua (40 / 49 g)
ione solfato (3,2 / 8,3 g)
ione fosfato ( -- / 3 g)
ione cloruro ( -- / 9,6 g)
ione ammonio (2,3 / 6,2 g)
creatinina (2,6 / 12,9 g)
ione calcio ( -- / 2,2 g)
acido ippurico (1,3 / 1,2 g)
ione sodio ( -- / 1,2 g)
PSA (4, 2 / -- g) --> Antigene prostatico specifico
glucosio (1,8 / 1,1 g)

Nel 1988, Milan Zaviai, che dirige l'istituto di patologia dell'Università Comenio di Bratislava, pubblicò uno studio su cinque pazienti ricoverate per problemi di fertilità, presso il reparto di ginecologia e ostetricia. La totalità dei campioni di una delle pazienti e un campione su quattro di una seconda donna del gruppo, furono prelevati direttamente in laboratorio, i restanti a domicilio. In quattro casi su cinque, i campioni furono analizzati entro tre ore dal prelievo, mentre il campione restante fu analizzato tre mesi dopo. I risultati mostrarono, in tutti e cinque i casi, una concentrazione di fruttosio maggiore nel campione dell'eiaculato rispetto a quello delle urine.

Nel 1997, Cabello Santamaria analizzò le urine alla ricerca del PSA tramite MEIA (Microparticle Enzyme Immunoassaye, metodica immunoenzimatica a microparticelle) e scoprì che il 75% del campione mostrava un'elevata concentrazione di PSA nelle urine post-orgasmiche che non era presente nel campione pre-orgasmico. Il fluido raccolto al momento dell'orgasmo (distinto dal campione delle urine) mostrò la presenza del PSA nel 100% dei campioni

Nel 2002, Emmanuele Jannini dell'Università dell'Aquila offrì una spiegazione per questo fenomeno, così come per le frequenti smentite della sua esistenza: le aperture delle ghiandole periuretrali sono di norma della dimensione dei pinoli, e variano da donna a donna nella loro dimensione, fino a quasi scomparire e/o essere atrofiche in alcune donne.Se le ghiandole periuretrali sono la causa dell'eiaculazione femminile, questo potrebbe allora spiegare l'assenza del fenomeno in molte donne.

In alcune situazioni patologiche di origine somatica, l'eiaculazione retrograda, consistente nello spostamento del fluido fino alla vescica attraverso l'uretra, potrebbe rappresentare una ulteriore spiegazione dell'assenza riscontrata.

Le ghiandole periuretrali e l'eiaculazione femminile
Le donne possiedono organi secretori sviluppatisi dallo stesso tessuto embrionale (similmente alla relazione tra testicoli e ovaie) che sono chiamati ghiandole periuretrali o di Skene.

La dimensione e la struttura di queste ghiandole sembrano variare, in modo anche considerevole, da donna a donna. Il fluido che producono è simile a quello secreto dalla prostata maschile e, così come negli uomini, passa nell'uretra e in qualche caso potrebbe defluire anche nella vagina. Le ghiandole si riempiono con il fluido durante il rapporto sessuale e i preliminari, e possono essere sentite con l'esplorazione digitale attraverso il muro vaginale. Il rigonfiamento del tessuto circostante l'uretra, può essere una combinazione di ghiandole che si riempiono con il fluido e del tessuto erettile circostante che si solleva, il corpo spugnoso, che negli uomini consente l'erezione. In questo frangente potrà anche risultare evidente al tatto, la dilatazione/inturgidimento della parte non visibile della clitoride.

Le contrazioni ritmiche dei muscoli pelvici, durante l'orgasmo, produrranno l'espulsione del fluido accumulato e dell'urina, quale ultima componente dell'eiaculazione femminile. Il quantitativo di fluido rilasciato può essere considerevole, attraverso il ripetersi delle contrazioni e del riempimento e svuotamento delle ghiandole durante l'orgasmo.

Diagnosi differenziale 

La disinformazione riguardante l'eiaculazione femminile può portare alla diagnosi di un errato quadro clinico di fondo oppure a diagnosticare patologie inesistenti.

Recenti studi hanno ormai appurato che il fluido lattiginoso eiaculato viene espulso attraverso l'uretra, anche se permane la credenza, errata, che esso sia rilasciato attraverso la vagina. Una donna che non sia stata informata correttamente sulle possibilità di eiaculazione femminile potrebbe pensare di soffrire di incontinenza urinaria e cercare un intervento medico. La cura per l'incontinenza urinaria (da stress o da altre patologie) richiede spesso l'uso di medicinali o un intervento chirurgico, entrambi non necessari in questo caso.

segue nel mio libro DEA D'ORO. A SENO NUDO

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